Covid, ricerca: “I morti dovuti alle conseguenze psicologiche (e non) della pandemia superano quelli per il virus”

«In Italia, i pazienti reumatici no Covid-19 ma con malattie infiammatorie articolari hanno dovuto subire un doppio stress, terapeutico e psicologico, nel momento in cui le loro prestazioni di cura sono state spostate o annullate e il farmaco che erano abituati ad assumere è diventato irreperibile perché suscettibile d’uso anche per il Covid-19» sottolinea il dottor Luis Severino Martin, Ospedale “Paolo Colombo” di Velletri (RM), U.O. di Medicina Interna e Reumatologia, in merito all’impatto psicologico della pandemia nei pazienti reumatici e sui soggetti sani.

A parlarne è uno studio condotto per l’Ars Toscana nel maggio di quest’anno. Dalla ricerca emerge che un malato cronico come quello con patologie gastroreumatologiche ha un rischio più che doppio di sviluppare Covid-19 sintomatica rispetto a un soggetto sano. Vi è inoltre l’effetto correlato di un sistema sanitario sotto stress anche per chi non è malato Covid-19. Il 55% di coloro che hanno patologie croniche hanno infatti avuto difficoltà nel poter fissare appuntamenti per accertamenti o esami, il 65% ha dichiarato di aver vissuto tempi di attesa molto lunghi.

«Per far l’esempio degli Stati Uniti – prosegue Martin – la riduzione fino ad un -76% delle prestazioni ambulatoriali durante i lockdown, ha creato di fatto una situazione vissuta dai pazienti cronici come un abbandono del sistema sanitario proprio nel momento di maggiore necessità. La pressione mediatica esercitata sui cittadini per le conseguenze drammatiche della pandemia, l’isolamento, la paura del contagio, l’allontanamento delle persone care, etc, ha portato poi gli individui a sviluppare alcune risposte adattative variabili in base al vissuto di ognuno. Per dare una dimensione al fenomeno, secondo alcuni studi condotti sulla popolazione degli Stati Uniti, le conseguenze psicologiche più frequenti registrate sono state: l’aumento delle crisi d’ansia +400%, soprattutto fra gli adolescenti +70%; l’aumento della depressione +450% ; dell’abuso di sostanze tossiche, alcool e/o droghe e persino l’aumento dei casi di suicidio o tentato suicidio . Lo stato depressivo di nuova insorgenza, poi, si è verificato di più +38% nella popolazione produttiva anche perché legata all’incertezza del futuro lavorativo».

 

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