Scoperta la prima cacciatrice preistorica: stravolte le ipotesi sui ruoli di genere

Un nuovissimo studio si aggancia al dibattito che va avanti da moltissimi anni in merito ai ruoli di genere tra le prime società di cacciatori e di raccoglitori.

Il famoso archeologo Randall Haasm, attivo presso l’Università della California a Davis, ci riporta ad una sepoltura di un individuo di 9.000 anni fa sulle Ande del Perù. Insieme al lui c’erano anche strumenti in pietra che servivano ai cacciatori per abbattere grosse prede, svolgere attività di caccia e lavorare la pelle animale.

Le analisi successive hanno condotto ad una scoperta straordinaria: i resti trovati vicini agli utensili erano in realtà biologicamente appartenenti ad un corpo femminile. Inoltre pare che la cacciatrice donna non fosse un’eccezione.

A parlarne è uno studio pubblicato su Science Advances. Sono infatti poi state riprese in esame sepolture di periodi simili e si è scoperto che tra il 30% e il 50% dei cacciatori i caccia grossa potrebbero essere stati individui “femmina”.

Un pezzo del puzzle fondamentale rispetto al dibattito sui ruoli di genere tra le prime società di raccoglitori e cacciatori. Questo studio fornisce prove concrete a sostegno del fatto che l’individuo rinvenuto in Perù sia ufficialmente donna cacciatrice e che le donne, con molta probabilità, avevano come ruolo anche quello di poter cacciare.

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