Maria Paola è morta di “TransFobia”. Serve una legge urgente per combattere questi fenomeni

L’ingiustizia subita da Maria Paola “accende” le copertine di tutte le prime pagine giornalistiche ma ancora nessuna legge a tutela di questi gravi episodi.

Nella vita di Maria Paola c’è stato un uomo a decidere per lei, suo fratello che le ha spezzato la vita. In un sistema discriminatorio e patriarcale come il nostro sempre più in aumento gli episodi di violenza.

Questa donna era innamorata di un ragazzo trans (Ciro) ed è stata dunque definita “infetta”, malata. Il fratello affermava che bisognava “darle una lezione”. La morte della ragazza cadendo dal suo scooter, mentre il fratello la inseguiva e speronava, è avvenuta a Caivano in provincia di Napoli. Un Sud che ancora non si evolve, un Sud che resta indietro.

“Questa donna è stata vittima di un doppio reato: violenza e omicidio (femminicidio) e transfobia” afferma la Dott.ssa Stefania Signorile, Presidente dell’Associazione Alma Ata lgbt+ di Torino.

A tal proposito si è espressamente esposta la deputata Laura Boldrini affermando:

“Maria Paola è stata uccisa dal fratello perchè amava Ciro, ragazzo trans, ed era quindi considerata “infetta”. In Italia non c’è libertà di amare, si continua a morire di omolesbobitransfobia e misoginia. Ecco perché è urgente approvare la legge ZAN”.

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