Suicidata un’infermiera: “Operatori Sanitari troppo stressati”

Stiamo parlando di una infermiera di Jesolo che si è tolta la vita gettandosi nel Piave, a Cortellazzo (Venezia). Aveva solo 49 anni ed era sottoposta a turni lavorativi troppo stressanti.

Il suo nome era Silvia ed era rimasta a casa in isolamento da due giorni perché aveva riportato sintomi da Coronavirus e febbre. Non aveva nessuno in casa, viveva da sola, era stata sottoposta al tampone e non aveva ancora tra le mani il risultato. Questa attesa, l’eccessiva preoccupazione, il non accoglimento di questa paura hanno portato Silvia a fare un gesto anticonservativo. Sembra infatti che si sia suicidata.

Stare a contatto tutti i giorni con malati, percepire il pericolo incombente alle spalle, turni senza sosta, nessuna rete o supporto psicologico con cui confrontarsi hanno messo in grave pericolo la vita di questa ragazza che, infatti, ha optato per la scelta più drastica.

Infermieri, OSS, medici, professionisti sanitari lavorano da settimane senza sosta e non viene consentito loro di avere accesso ad servizio di ascolto e sostegno psicologico. Mai come oggi è necessario inserire la figura degli psicologi all’interno del sistema sanitario per stare accanto soprattuto ai professionisti che rischiano di sviluppare la Sindrome di Burnout e poi suicidio.

 

 

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