Mutilazioni genitali femminili: bambine ferite a vita già prima dei 5 anni

Situazioni surreali, sembra di ritornare indietro nel tempo quando ci vengono raccontati episodi di questo tipo ed invece no, purtroppo è tutto attuale. Bambine costrette, legate, inconsapevoli di quello che accadrà loro. Un lavaggio con acqua calda e via al taglio. Dicono il dolore sia immenso, un dolore che trova memoria nel loro corpo per tutta la vita. Una vera e propria ingiustizia senza scelta.

La convalescenza è di settimane e settimane, sempre che tutto vada per il meglio e non compaiano infezioni. Il ciclo mestruale da quel giorno in poi è un incubo di dolore. Dolori costanti, quando si hanno rapporti sessuali, quando si mettono al mondo altri bambini (gravidanza), anche quando si fa la semplice minzione.

Stiamo parlando di 200 milioni di ragazze e donne che in 30 Paesi hanno subito tutto questo. Stiamo parlando della mutilazione genitale. Queste atrocità sono avvenute in Mauritania, in Gambia ed in Indonesia. Molte delle bambine vengono mutilate prima di compiere i cinque anni.

Vi sono dati più dettagliati su UNICEF e ENFPA.

C’è stato un tasso di diminuzione negli ultimi anni ma c’è ancora moltissimo lavoro da fare e noi combatteremo.

“Danneggiano in modo permanente i corpi delle ragazze, infliggendo un dolore lancinante;. causano gravi traumi emotivi che possono durate per tutta la vita; aumentano il rischio di complicazioni potenzialmente mortali durante la gravidanza, il lavoro e il parto, mettendo a repentaglio la vita della madre e del bambino; negano alle ragazze la loro autonomia e violano i loro diritti umani, sono le Mutilazioni Genitali Femminili. E nonostante tutti i progressi fatti per abolire questa violenta pratica, milioni di ragazze – molte delle quali sotto i 15 anni – saranno costrette a subire questa pratica quest’anno.

Purtroppo, si aggiungeranno alle circa 200 milioni di ragazze e donne che in tutto il mondo hanno già subito la pratica delle Mutilazioni Genitali Femminili – e le loro comunità sono già colpite dall’impatto della pratica sulle donne. Nel 2015, gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile hanno riconosciuto lo stretto collegamento tra le Mutilazioni Genitali Femminili/Escissione, diseguaglianza di genere e sviluppo – e riavviato un’azione globale per porre fine alle Mutilazioni Genitali Femminili/Escissione entro il 2030″, hanno dichiarato il Direttore generale dell’UNICEF Anthony Lake e il Direttore generale dell’UNFPA Babatunde Osotimehin”.

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