“Non veniamo al mondo per lavorare e spendere, ma per vivere. La vita è una”

 A parlare è José Alberto Mujica Cordano, nato nel 1935,  un politico uruguaiano, conosciuto pubblicamente come Pepe Mujica, senatore della repubblica e capo dello Stato dal 1º marzo 2010 al 1º marzo 2015.

«Appartengo a una generazione che ha voluto cambiare il mondo, ma che ha commesso il terribile errore di non volere cambiare prima se stessa».

Pepe ha vissuto un lungo periodo in carcere che gli ha permesso di fare molte riflessioni,  ha infatti riportato alcuni punti importanti della sua concezione esistenziale.

«In prigione ho pensato che le cose hanno un inizio e una fine. Ciò che ha un inizio e una fine è semplicemente la vita. Il resto è solo di passaggio. La vita è questo, un minuto e se ne va. Abbiamo a disposizione l’eternità per non essere e solo un minuto per essere. Per questo, ciò che più mi offende oggi è la poca importanza che diamo al fatto di essere vivi».

«Essere anziano è un vantaggio, perché da giovane uno può montarsi la testa con tutti questi elogi. Però non sono né un filosofo né un intellettuale. Lo sono stato fino ai 25 anni. Fino a quell’età leggevo di tutto, dalla guida telefonica a Seneca».

«Io lotto contro l’idea che la felicità stia nella capacità di comprare cose nuove. Non siamo venuti al mondo solo per lavorare e per comprare; siamo nati per vivere. La vita è un miracolo; la vita è un regalo. E ne abbiamo solo una».

Pepe, adesso più che ottantenne, è riuscito a pensare al bene comune senza bramosie di potere e danaro, vivendo come un umile cittadino nazionale.

 

 

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