Anziani, stop ospizi: arrivano le case comuni per godersi la vita in compagnia

Questa idea non è una novità, ma è dagli anni ’60 che si è diffuso già in Danimarca. Essendo la terza età un periodo che fa paura, per via della possibilità di rimanere soli e con poche energie questa iniziativa pare essere molto utile. 

E’ un’idea rivoluzionaria, all’avanguardia rispetto alla possibilità di vivere questa fascia d’eta in maniera più gioiosa e con meno timori.

Le chiamano “senior co-housing” e sono dei luoghi comuni in cui ognuno ha la propria camera o appartamento e delle parti comuni da condividere con amici, conoscenti.

Le attuali case di riposo non hanno impronte familiari, sono luoghi freddi privi di amore, impersonali e questo non aiuta il benessere della persona anziana che dovrebbe abbandonare le proprie case e le proprie abitudini.

Negli ospizi inoltre ci si ritrova a contatto con estranei, forzati nella compagnia di qualcuno che potrebbe non piacere. Non è raro che vi siano anche scarse qualità di cibo ed affetto.

Punti forza di una casa per anziani

1. Privacy: negli ospizi spesso si è costretti a sottostare ad attività organizzate che per non si adattano ai gusti dell’anziano

2. Miglior qualità di vita: avere gli amici nella stessa casa, con le stesse passioni incrementa la possibilità di provare belle emozioni e godersi l’ultimo periodo della vita

3. Sicurezza: la sicurezza di avere intorno persone su cui poter contare davvero perché amici. Non più la freddezza e l’incertezza di un operatore li presente solo per svolgere mansioni lavorative

Questa è un’età in cui vi sono destabilizzazioni fisiche ma soprattutto emotive, e dato l’incremento del numero di anziani presenti sul territorio è necessario avviare una nuova politica progettuale che aiuti e faccia attenzione anche a questa categoria.

 

 

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