Rivoluzione in Pakistan, aprono 1000 tribunali per difendere le donne dalla violenza di genere

Sono oltre mille i tribunali speciali che difendono le donne dalla violenza di genere. Eccezionale che la notizia arrivi proprio dal Pakistan, un paese molto tradizionalista, famoso per le leggi contro la blasfemia.

Oggi, il secondo paese islamico più popolato del mondo (210 milioni di abitanti) ha dato un segnale chiaro e concreto contro la violenza sulle donne, in particolare contro la violenza domestica.

A parlarne è il capo del Pakistan, Asif Saeed Khosa, giudice guida della corte suprema. 

«Avremo 1.016 tribunali per la violenza di genere in tutto il Pakistan, almeno uno in ogni distretto – ha detto il giudice Khosa in un discorso ai suoi colleghi trasmesso dalla tv di Stato – L’atmosfera in queste corti sarà diversa dalle altre, così che chi denuncia un reato possa farlo senza paura».

Questo è un passo rivoluzionario, se ricordiamo che la locale ong Human Rights Commission of Pakistan ha riportato ben 850 violenze sessuale contro le donne solo nell’anno 2018. Questo è ovviamente solo il numero dei casi denunciati e ufficializzati, che sono una piccolissima parte.

Stiamo parlando di stupri, rapimenti, aggressioni con acidi, matrimoni organizzati e forzati, delitti d’onore, utilizzo della violenza fisica ed emotiva.

Molte donne pakistane sono vittime delle loro famiglie d’origine e di quelle acquisite con il matrimonio. Come spesso accade in molte famiglie tradizionaliste e patriarcali.

L’Index, infatti, stabilisce che il livello di vivibilità per le donne in Pakistan è molto basso. Si piazza infatti al terzultimo posto (98 su 10).

 

 

 

 

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