Gli italiani spendono 350 mln l’anno in ansiolitici. Preferiscono il farmaco alla psicoterapia

Pare che gli italiani, ingenuamente, abbiamo più paura della psicoterapia che degli psicofarmaci.

Siamo in un Paese in cui i termini “psicologo” o “psichiatra” terrorizzano. Prendono sempre più piede gli psicofarmaci come illusoria scorciatoia per combattere i problemi psicologici.

Secondo uno studio condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, circa 7 milioni di italiani tra i 15 ed i 74 anni (il 15,1% della popolazione) fanno uso di psicofarmaci.

Questa percentuale statistica non include tutti coloro facciano uso di psicofarmaci senza prescrizione medica, come quelli comprati al mercato nero, soprattutto dagli adolescenti.

Non è d’aiuto in tutta questa situazione la disinformazione e l’ignoranza da parte dei politici che gestiscono le questioni sanitarie.

Il termine psicofarmaco comprende varie sottocategorie: troviamo antidepressivi, ansiolitici, antipsicotici, stabilizzanti dell’umore e stimolanti. Sono però gli antidepressivi gli psicofarmaci più consumati in Italia.

I dati sull’utilizzo di questa categoria di farmaci sono destinati all’aumento, considerando che l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha affermato che la depressione nel 2030 sarà la patologia più diffusa nel mondo.

Vi è inoltre stato un aumento del consumo di ansiolitici (dell’8%), in particolare delle benzodiazepine, che da anni hanno superato i barbiturici nei trattamento per l’ansia e gli attacchi di panico.

E’ stata confermata la spesa degli italiani in psicofarmaci a 350 milioni di euro l’anno in ansiolitici. E’ un dato di crescita costante dopo i 35 anni.

L’illusione è alle porte, perché gli psicofarmaci agiscono solo sul sintomo non andando risolvere alcun problema. In riferimento ai disturbi di attacchi di panico e ansia, ad esempio, gil ansiolitici possono tamponare i sintomi ma non agire sulle reali motivazioni. Per cui non è raro che terminando la cura farmacologica (senza una psicoterapia) si ricada in attacchi di panico ed ansia molto più forti.

Per la Dott.ssa Signorile Stefania, psicologa Presso L’Ospedale Mauriziano di Torino, gli psicofarmaci hanno utilità e senso se accompagnati ad un adeguato percorso di psicoterapia in cui si instauri una collaborazione ed alleanza tra psicoterapeuta, psichiatra e paziente.

Il farmaco rappresenta un buon tutore, è utile nel momento di “crisi” ma il lavoro necessario ed indispensabile è proprio quello della psicoterapia che agisce sulle motivazioni reali che portano la persona a soffrire. Un tutore più aiutare momentaneamente un arto, ma sta a noi trovare e recuperare gli strumenti per poterci auto-curare adeguatamente nei momenti di difficoltà. Per fare tutto questo è necessario ed indispensabile effettuare una psicoterapia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.