Chiara Bordi: concorrente Miss Italia insultata, ma un modello da seguire!

Sono tanti gli insulti ricevuti da questa ragazza, un modello da seguire, una forza da apprezzare.
Chiara Bordi ha deciso di rispondere alle tante offese con un post sul suo profilo Instagram: ” A me mancherà pure un piede, ma a lei mancano cervello e cuore”. La giovane ragazza 18enne, vittima di un indipendente in motorino qualche anno fa sfilerà sul palco di Miss Italia con una protesi alla gamba sinistra.

Il commento più offensivo e poco sensibile è stato il seguente: “Fai schifo, vattene a casa e non fare pena agli italiani che ti votano xke sei storpia“.

“L’unica cosa che mi sembra assurda – osserva Chiara – è il dover leggere certe critiche da parte di una persona cresciuta e adulta e stare qui io, 18 anni, a giustificarla”. Ad accanirsi contro la ragazza è stata infatti una signora: non una ragazzina adolescente, ma una persona adulta e matura. Sotto una fotografia di Chiara postata dalla sorella in cui chiedeva agli abitanti di Tarquinia di sostenerla al concorso, la donna ha scritto che l’avrebbero votata “solo perché storpia”. Nella sua lunga risposta la giovane concorrente si dice dispiaciuta che alla signora “sia arrivato come messaggio il ‘votatemi perché sono storpia’ e non il ‘guardatemi, mi manca un piede ma non ho paura di mostrarmi al mondo’”.

 

La diversità fa paura

E’ un concetto millenario, quasi ineliminabile dal gergo verbale è la diversità. Ognuno di noi è diverso dall’altro e,  mutiamo in ogni momento della nostra vita. Capita spesso di non saper accettare quello che per la nostra soggettività si ritiene differente, rispetto al concetto di normalità a cui aderiamo e ci sentiamo di appartenere.
E’ spaventoso, fa paura e potrebbe portare, successivamente, anche rabbia e comportamenti discriminatori; proprio come è accaduto con Chiara Bordi.

L’etimologia della parola diversità: significa che siamo in presenza di caratteristiche, tratti, identità, tali da non essere conformi a quindi diversi da un soggetto all’altro se pur identificabili nella medesima tipologia. Parliamo dunque, dell’orientamento sessuale, una condizione di disabilità psicofisica, un credo religioso o l’etnia. Proprio come accade anche nel attuale contesto politico italiano in riferimento al tema immigrazione.

Quello che non conosciamo ci spaventa e la paura porta a mettere in atto strategie difensive per evitare di entrare in contatto con la diversità. Viene meno la capacità di comprensione e tendiamo ad omologarci a ciò che più simile a noi, ai nostri canoni estetici, alla nostra identità. Tutto quello che è fuori sarà soggetto dunque a discriminazione, etichetta, stigma. Questo rappresenta dunque un grande limite per l’evoluzione della nostra specie.

 

 

 

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