Gli effetti del Disturbo Post Traumatico da Stress in Venezuela: Crudele Dittatura e Terremoto

E’ il Venezuela una della Nazioni più belle del mondo. La nazione dell’immensità naturale, la nazione della gioia, della felicità e della danza. Oggi però la condizione non è più la stessa per via delle varie vicende che stanno colpendo questa meraviglia di posto.

Dopo la conferma del presidente Nicolás Maduro che ha ottenuto il 67,7 per cento delle preferenze, il Paese è stato fatto a pezzi dalla crisi economica, scosso da proteste represse nel sangue ed è sempre più isolato dal resto dell’America Latina.

Come se non bastasse, una forte scossa di terremoto, di intensità 7.3 della scala Richter, è stata avvertita in diverse zone del Venezuela e nel nord della Colombia intorno alle 17.30 del pomeriggio, le 22.30 di martedì 21 agosto in Europa centrale.

“Il sisma ha provocato una grande paura nella popolazione dovuto alla forza e alla durata della scossa”.  questo è quello che dice Rojas,il governatore del Sucre.

Cosa porterà tutto questo a livello psicologico? 

Tutti questi eventi rappresentano tanti traumi cumulativi per la società che ne viene colpita, in questo caso per tutti gli abitanti del Venezuela. Il trauma interessa l’intero organismo umano: corpo, mente e cervello andando a modificarne la biologia. Anche quando il trauma passa, il momento difficile viene superato, solitamente il corpo continua a difendersi da una minaccia che appartiene al passato portando a gravi contro-indicazioni psicologiche. E’ grande dunque il danno che questa dittatura e questi eventi catastrofici naturali stanno causando a queste persone.

Quando il sistema di allarme del cervello accesso in maniera continuativa, si innesca automaticamente una risposta programmata di fuga, attacco o immobilizzazione, che origina dall’attivazione delle aree più antiche del cervello. Come in altri animali, i nervi e le sostanze chimiche che compongono l’anatomia cerebrale hanno connessione diretta col corpo. Quando la parte rettilinea del nostro cervello (situata nel tronco dell’encefalo), ovvero la più antica, prende il sopravvento, il cervello superiore (o neocorteccia) si spegne parzialmente e li corpo si prepara a correre, nascondersi, combattere, congelarsi.

Se le risposte attacco/fuga/congelamento hanno successo allora sfuggiamo al pericolo e ritorniamo ad uno stato di equilibrio naturale. Se invece avviene un blocco, si rimane intrappolati e non riusciamo a mettere in atto azioni efficaci, il cervello allora continua a secernere ormoni dello stress ed i circuiti cerebrali continuano ad attivarsi inutilmente. Anche molto tempo dopo l’evento minaccioso, il cervello può continuare ad inviare segnali di fuga da una minaccia che non esiste più.

In sostanza queste persone avranno dei gravissimi effetti post-traumatici a seguito di questi eventi. Continueranno, con molta probabilità, a vivere con terrore, orrore e congelamento le loro vite, anche a termine di questa spietata crudeltà. Continueranno a vivere la loro vita nell’attivazione terrifica anche quando il peggio sarà passato e, se non vi sarà l’attivazione di esperti psicologi e psicoterapeuti, è difficile che recupereranno la loro gioia di vivere. Quella gioia di vivere che tanto adoriamo quando vediamo ballare e sorridere quei meravigliosi tratti latini.

 

Stefania Signorile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *