Tokyo: test universitari di medicina manipolati per escludere le donne!

Sono notevoli i dati che dimostrano quanto sia diminuita la percentuale di ingresso delle donne all’università. Si è passati dal 38% al 18% in pochissimi anni. Il tutto è stato reso possibile per via di una netta operazione di discriminazione del sesso femminile.

A seguito della presentazione della domanda di ammissione presso l’Università di Medicina in Giappone molte donne sono state escluse ed “accusate di presunto abbandono della carriera lavorativa per agevolare l’accesso alle cure familiari”. Questo è quello che affermano i media locali.

Il quotidiano Yomiuru Shimbun riporta che la Tokyo Medical University ha manipolato i risultati degli esami di ammissione delle donne dal 2011 per limitare il numero delle studentesse.

A tal riguardo, cosa è l’Effetto Matilda?

Il cosiddetto effetto Matilda ha origine nel 1993, grazie a Margaret W. Rossiter. Questa storica denunciò e diede un nome alla poca importanza data al lavoro scientifico delle donne rispetto a quello degli uomini.

Volle denunciare le situazioni in cui le scoperte e le ricerche delle donne venivano condannate all’ostracismoper una semplice questione di genere e non di qualità. Il merito e il riconoscimento che spetterebbero alle scienziate è minore rispetto a quello ottenuti dai loro colleghi uomini.

In tal senso, l’integrazione della donna in ambito scientifico è avvenuto molto lentamente. In molti paesi, le donne continuano a non potersi iscrivere all’università, proprio come avviene in Giappone, o a non poter guidare. Oggigiorno, in Occidente le donne possono iscriversi all’Università o a un dottorato di ricerca, ma le loro condizioni lavorative continuano a essere svantaggiose rispetto a quelle degli uomini.

Il beneficio ottenuto dagli uomini non si limita ai premi che questi ricevono. Oltre a ricompense, remunerazione, posti di lavoro, finanziamenti o pubblicazionisono diverse le varianti nelle quali gli uomini, per il semplice fatto di essere tali, partono avvantaggiati.

A causa di ciò, menti brillanti di fisiche, chimiche, sociologhe o dottoresse sono rimaste indietro. Hanno visto il loro lavoro sottovalutato rispetto a quello degli uominiabbandonato in un cassetto o disprezzato senza spiegazioni. È stato a lungo negato loro il riconoscimento che meritavano.

E’ importante facilitare l’accesso lavorativo anche alle donne, sia per le loro qualità intellettuali, creative ed empatiche sia per la necessità, in una società come la nostra, di garantire un’ulteriore accesso finanziario per meglio curare la propria famiglia.

 

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