Partinico, migrante insultato e picchiato: Salvini continua a fare campagna dell’odio!




Il senegalese di 19 anni era stato aggredito da un gruppo di giovani al grido di “sporco negro”

Il senegalese di 19 anniKhalifa Djembe, picchiato e insultato, tre giorni fa, lavorava in un bar come cameriere a Partinico, in provincia di Palermo.
Il migrante è stato aggredito da un gruppo di ragazzi giovani con esclamazioni di questo tipo: “Vattene nel tuo paese, sporco negro”.

Dopo le indagini i carabinieri sono risaliti a uno dei giovani che ha preso parte al pestaggio lo hanno fermato e lo hanno interrogato.

Sono sempre più in aumento gli episodi di rabbia e razzismo contro ragazzi innocenti, motivati dalla forza di volontà, attivi sul lavoro italiano e pieni di speranza per il loro futuro.

Questo è quello che dice Salvini a riguardo: “L’allarme razzismo in Italia è invenzione della sinistra” .

Per Matteo Salvini in Italia non c’è nessun allarme razzismo, e non esistono episodi in tal senso. “E’ un’invenzione della sinistra”, che starebbe usando la bassa natalità come “scusa” per “importare migranti”, ha detto il ministro dell’Interno in un’intervista rilasciata al Sunday Times, ricordando che “i reati commessi ogni giorno in Italia da immigrati sono circa 700, quasi un terzo del totale”.

A confermare però quello che accade in Italia (ovvero gli effettivi episodi di razzismo) sono proprio gli eventi riportati, non solo Partinico. Attività di odio ed ira verso persone che vivono ed abitano il nostro paese in maniera civile, presente ed educata.

Salvini sta marciando la via della rabbia, dell’insoddisfazione personale, dell’odio reciproco per risolvere questioni politiche nella peggiore modalità possibile. Non possiamo proteggere i nostri animi buttando fuori dalla nostra Nazione e facendo morire gente innocente.

Quando quando sentiamo rabbia, odio e ira vuol dire che sta succedendo qualcosa nel nostro sistema nervoso, nel nostro sangue e, perciò, in tutto il nostro corpo. A causa della presenza di questa emozione, gli ormoni e i neurotrasmettitori si smuovono e ci mobilitiamo per l’azione.

La rabbia ci spinge a liberare energia, a esternarla, perché trasforma la parte più profonda di noi in una sorta di pentola a pressione.


Se non troviamo una soluzione per quest’emozione, ci sentiremo bloccati e disarmati, soffriremo e verremo attaccati dalla frustrazione e dall’impotenza.

Capita di frequente di scatenare la nostra rabbia contro la persona che ha attivato in noi quell’emozione, perciò ci comportiamo in modo impulsivo e incontrollato, senza dosare i nostri atti e le nostre parole. Tuttavia, ciò non risolve la situazione, anzi: causa conflitti e danni dei quali, probabilmente, ci pentiremo a breve.


La rabbia è distruttiva quando non sappiamo come risolverla. Se ci lasciamo trasportare da essa in maniera impulsiva, ci facciamo del male, a noi e agli altri.

Questo è il motivo che ha spinge Salvini a cavalcare l’onda dell’odio. Così ha attecchito politicamente il consenso italiano.

Questa strategia di intervento sta però uccidendo persone, famiglie, bambini, anziani che non lo meritano.

L’odio politico, l’odio razziale ad oggi non sono altro che lo specchio della nostra rabbia interiore. Non cavalchiamo quest’onda e svegliamoci!

 

 

 

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